LA PIANTA
Una pianta di cannabis ha bisogno delle stesse poche cose fatte con costanza: luce, aria, acqua, nutrimento e il clima giusto. Questa è un'introduzione, non una guida alla coltivazione: le poche variabili che decidono se una pianta prospera, così che gli altri argomenti pratici del sito abbiano senso. Coltiva solo dove per te è legale farlo.
Luce
La luce è la leva più importante. Nella fase vegetativa le piante vogliono giornate lunghe (circa 18 ore indoor); nelle piante fotoperiodiche la fioritura è innescata da notti più lunghe (circa 12 ore di buio). All’aperto, sole e stagione lo fanno in automatico.
Substrato e radici
Le piante crescono in terra, in miscele senza terra (come la fibra di cocco) o in sistemi idroponici a base d’acqua. Qualunque sia il substrato, le radici hanno bisogno di ossigeno oltre che di umidità, quindi drenaggio ed evitare l’eccesso d’acqua contano più di quanto i principianti si aspettino.
Acqua e nutrienti
La cannabis vuole radici umide ma non fradice e un equilibrio nutritivo che cambia nel corso della vita: più azoto nella fase vegetativa, più fosforo e potassio in fioritura. Concimare troppo è un errore più comune che concimare poco.
L’assorbimento di acqua e nutrienti è sensibile al pH, per questo i coltivatori mantengono la zona radicale in un intervallo di pH mirato.
Clima e aria
Temperatura stabile, umidità moderata e un leggero ricircolo d’aria mantengono le piante sane e scoraggiano la muffa, soprattutto sulle cime dense a fine fioritura. Anche lo stress da caldo, freddo o danni può innescare l’ermafroditismo.
Dalla pianta al prodotto
Dopo il raccolto le infiorescenze vengono essiccate lentamente e poi conciate in barattoli per settimane, il che preserva i terpeni e rende il materiale più morbido. La coltivazione finisce dove iniziano gli argomenti di preparazione del sito: decarbossilazione, infusione, estrazione.
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Flusso fotonico fotosintetico, pH radicale e nutrizione minerale
Le misurazioni degli scambi gassosi in Cannabis sativa mostrano che il tasso fotosintetico netto raggiunge il picco intorno a una densità di flusso fotonico fotosintetico (PPFD) di 1.500 micromol/m2/s con temperature fogliari tra 25 C e 30 C (Chandra et al., 2008, PubMed PMID 23572895). Nella zona radicale, un apporto bilanciato di azoto, fosforo e potassio regola sia la biomassa floreale sia il profilo di cannabinoidi e terpeni (Bernstein et al., 2019, PubMed PMID 31263470; Caplan et al., 2017, DOI 10.21273/HORTSCI12203-17).
Domande frequenti
Quale intervallo di temperatura è ottimale per la fotosintesi della cannabis?
Gli studi sugli scambi gassosi dimostrano che Cannabis sativa raggiunge la massima efficienza fotosintetica a temperature fogliari comprese tra 25 C e 30 C.
Quale pH radicale previene il blocco dei nutrienti?
In terriccio un pH tra 6,0 e 6,8 mantiene i nutrienti assimilabili, mentre fibra di cocco e idroponica richiedono un pH compreso tra 5,5 e 6,2.
Perché è importante abbassare l'umidità relativa a fine fioritura?
Mantenere l'umidità relativa tra il 40% e il 50% con un ricircolo d'aria costante previene la condensa nelle infiorescenze compatte e riduce il rischio di muffa Botrytis.