CONDITION
Una revisione del 2017 delle National Academies statunitensi ha trovato prove sostanziali che la cannabis sia efficace contro il dolore cronico negli adulti, anche se non è una cura e non è adatta a tutti. Tra tutte le condizioni per cui si usa la cannabis, il dolore cronico è quella con la base di ricerca più solida.
Cosa dice la ricerca
Il rapporto 2017 delle National Academies (NASEM) ha trovato prove sostanziali a favore della cannabis nel dolore cronico degli adulti, in particolare nel dolore neuropatico (dei nervi). Gli effetti sono in genere moderati, riducono il dolore senza eliminarlo, e i risultati variano da persona a persona. Viene spesso presa in considerazione quando le opzioni convenzionali hanno limiti o effetti collaterali.
Quali composti vengono studiati
Sono stati studiati sia il THC sia preparati bilanciati THC:CBD. Lo spray orale su prescrizione nabiximols (Sativex), un estratto THC:CBD circa 1:1, è approvato in diversi paesi per alcune indicazioni di dolore e spasticità. Il solo CBD ha prove più deboli sul dolore.
Come si usa
Per un uso senza fumo sono comuni le forme orali (oli, capsule, edibili) e gli spray sublinguali. Per via orale l'effetto arriva lentamente (da 30 a 120 minuti) e dura più a lungo, il che si adatta a un dolore costante ma rende importante un dosaggio attento. Il calcolatore di potenza e le guide al dosaggio aiutano a non esagerare.
In sintesi
A cosa fare attenzione
Il THC può causare vertigini, alterazione e, in alcune persone, ansia; può svilupparsi tolleranza; e la cannabis interagisce con alcuni farmaci. Non è un trattamento di prima linea per tutti e va discussa con un medico, soprattutto insieme ad altri antidolorifici.
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Modulazione nocicettiva e meta-analisi cliniche
I recettori CB1 presinaptici nel corno dorsale del midollo spinale e nella sostanza grigia periacqueduttale inibiscono il rilascio di glutammato e sostanza P, mentre i recettori CB2 sulla microglia riducono la sensibilizzazione neuroinfiammatoria. Il rapporto delle National Academies (NASEM, 2017) ha concluso che esistono prove sostanziali dell'efficacia dei cannabinoidi nel dolore cronico dell'adulto (NASEM, 2017, Bookshelf NBK425767). Una meta-analisi di 28 studi randomizzati (2.454 partecipanti) ha mostrato una maggiore probabilità di ottenere una riduzione del dolore di almeno il 30% rispetto al placebo (Whiting et al., 2015, JAMA, PubMed PMID 26103030), con un Number Needed to Treat (NNT) di 5,6 nel dolore neuropatico cronico (Andreae et al., 2015, PubMed PMID 26362106).
Domande frequenti
Quale tipo di dolore cronico ha le prove cliniche più solide per i cannabinoidi?
Il dolore neuropatico cronico presenta le evidenze più robuste negli studi randomizzati, con un Number Needed to Treat (NNT) di 5,6 per ottenere una riduzione del dolore di almeno il 30%.
Perché molti protocolli antalgici combinano THC e CBD in rapporto 1:1?
Le formulazioni bilanciate 1:1 (come il nabiximols) sfruttano la modulazione nocicettiva CB1 del THC mentre il CBD attenua il picco psicoattivo e agisce sui recettori TRPV1.
I cannabinoidi curano la causa del dolore cronico?
No. I cannabinoidi riducono moderatamente l'intensità del dolore (circa 20%-30% nei responder) e affiancano le terapie mediche e fisioterapiche prescritte.